Dev'esserci qualcosa che non funziona nel sistema italiano se è vero - come è vero - che durante l'esame di stato per diventare avvocato tenutosi a Rimini nei giorni 14-15-16 dicembre, nel momento in cui è stato comunicato che la commissione che avrebbe corretto gli scritti era Catanzaro, l'aula è esplosa in un boato. Una roba che nemmeno al gol di Grosso contro la Germania. Almeno così mi hanno riferito. Dietro tutta quella formalità, quella precisione (di facciata) c'è davvero tanta approssimazione. Un amico di Roma mi ha riferito, per converso, che la notizia che sarebbe stata Milano a correggere i loro compiti è stata salutata con molto meno entusiasmo. Che fine ha fatto l'aequitas con cui si sciacquano la bocca tutti i nostri giuristi? Un esame scritto a penna, corretto da Nord a Sud da centinaia di persone diverse, senza alcun criterio oggettivo, può davvero decidere il destino di migliaia di candidati?
al.ba.
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