Quando l'altro giorno Robinho, centravanti del Milan, ha segnato il gol della vittoria contro il Brescia, seguendo un copione ormai noto dei calciatori, ha esultato con il gesto della "culla". Totti si mette il pollice in bocca, Kakà s'infila la palla sotto la maglia e si fa venire il pancione, Binho finge di dondolare fra le sue braccia un bimbo. Il perché è presto detto: sta per nascere Gianluca. Mi sono interrogato: ma è mai possibile che possa esistere un Gianluca Robinho? Il figlio di un brasiliano si potrà chiamare Rodrigo, Felipe, Ricardo, non Gianluca (o Luca, come il primogenito di Kakà)! Poi penso a Tobias Del Piero, Chanel Totti e Christopher (meravigliosa doppia h) Cassano e tutto torna. Bisogna essere estrosi sempre. Dentro e fuori dal campo. Giuseppe Cassano, per esempio, non va bene: molto meglio Christopher! Per un brasiliano Gianluca dev'essere una figata assurda. Sarò antico o tradizionalista, ma questa moda esterofila per me è una vera cazzata.
al.ba.
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