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domenica 22 maggio 2011

Prepariamoci

Scrive oggi nella sua Amaca Michele Serra. Oggi che i ragazzi hanno tutte le libertà possibili, e perfino qualcuna di troppo, è venuta meno quella più strutturale: la libertà di guadagnarsi sul campo l'autonomia, un'uscita di casa dignitosa. Siamo seduti (da anni) su una polveriera sociale e facciamo finta di niente. Finché qualche corteo o mobilitazione, come in Spagna, o a Roma qualche mese fa, non ci costringe a vedere le cose come sono. (...) Allora ci ribellavamo per la libertà sessuale, oggi si ribellano perché vogliono la libertà economica. Non è obbligatorio aver letto Marx per sapere che, come scintilla di una rivoluzione, è molto più divampante questa. Prepariamoci. Adoro Serra perché ha il dono di fotografare in poche righe situazioni della quotidianità. Anche io, come lui, credo che siamo alle soglie di una enorme rivoluzione. E me la auguro pure. El pueblo unido jamàs serà vencido.
al.ba.

3 commenti:

  1. interessantissimo. me lo sto chiedendo anche io, esploderà la polveriera? come? proprio ieri son capitato su un blog che mi faceva pensare:
    http://crisis.blogosfere.it/2011/05/paolo-mieli-la-violenza-giusta-e-la-rivolta-italica.html

    altra osservazione è che le rivoluzioni difficilmente nascono dal basso. almeno però c'è il malcontento che è una buona miccia.
    tic

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  2. si interessante e attualmente sta succedendo tutt'intorno allo Stivale. Ma lo Stivale, ha la capacita' tragicomica di non riuscire ora nemmeno piu' a mettere la fiamma a quella miccia. Per come la vedo, il torpore e il malcontento insieme riescono comunque a tenere tutto sotto la soglia dell'esplosione di questa "rivoluzione". Probabile che non si faccia perche' al di la' di B. e della compagine non sa chi attaccare? e che parte del malcontento nasce da comportamenti radicati e da una diversita' culturale cosi' elevata (per essere, lo Stivale, relativamente piccolo)?

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  3. incredibile! si stava parlando proprio di questo fino a poco fa sui gradini di San Petronio. Il tutto condito con la giusta aggressione al modello di femminismo rivoluzionario fermo al 68, che ignora, più o meno volutamente omissis, le nuove catene alla libertà del nostro gentil sesso. Vedi alla voce: indipendenza economico-lavorativa o vota privata. Beh, alla fine stasera la conclusione è stata un classico a scelta degli ottimismi personali: emigrare o attendere i cari vecchi "tempi migliori"?

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