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venerdì 26 marzo 2010

Luttazzi show

Ascoltando Luttazzi a Raiperunanotte mi sono reso conto di quanto brutta sia la nostra televisione. Luttazzi può piacere o no. A me piace, senza farmi impazzire. Ma uno come lui ci deve stare. Penso per un attimo ai programmi della nostra tv in chiaro e rimango senza parole. Se uno mi chiedesse qual è il mio preferito non saprei che dire. Il Chiambretti show, forse, ma lo fanno un po' tardi. E poi? C'è un programma su Rai Tre che si occupa proprio della monnezza che passa il tubo catodico. E' bellissimo, Tv Talk. Peccato che non l'abbia visto quasi mai. Lo danno alla mattina del sabato, dalle 9. Appena un programma si discosta dalla melassa tutta uguale che ci propinano ogni giorno, immediatamente viene posizionato in fasce orarie fuori portata. O all'alba (del sabato, ad esempio), o ben dopo il tramonto. Dando spazio nelle ore centrali e serali della giornata a robaccia inutile e sempre uguale a se stessa. Mi viene in mente che il programma dove cantavano i bambini di Jerry Scotti (che lo ha fatto per secondo) ora viene riproposto con un altro nome sulla Rai. Conduce la Clerici. La De Filippi e la Ventura imperversano con la loro poltiglia sempre identica dalla sera alla mattina, con cadenza quotidiana. Hanno addirittura assegnato uno show a Gigi D'Alessio (?). E uno come Luttazzi, un po' volgare magari, ma innovativo e originale, sono 8 anni che non si presenta più in tv. Non ci resta che Sky.
al.ba.

6 commenti:

  1. Interessante. Parlavamo di questo ieri a cena. Ci si domandava perche' ci sono ore/settimana di programmi spazzatura. Al di la' di nomi, malcontenti e ingiurie piu' che comprensibili. Le prime fiamme che si accendono sono appunto 'se potessi chiudere una trasmissione sarebbe...' oppure 'sono anni che trasmettono serie televisive diseducative, se fossi io a gestire il palinsesto...' etc. Drammaticamente si ci si avvicina a due cose delicatissime: la scelta e la censura. Spiegazione necessaria vuole che anche se non si e' d'accordo, i paesi in cui c'e' un telecomando (puo' essere anche una rivista o una frequenza radio, l'oggetto del discorso) c'e' una mano di una persona che effettua scelte libere. Imbrigliare questa mano ad una selezione arbitraria e' fare quello che fanno qui in Cina: il Partito sceglie che cosa i cittadini sono 'liberi' di guardare. Rischioso dunque il discorso, per quanto condivisibile. Da dove si deve partire allora? Chi decide cos'e' giusto mandare in onda, che cos'e' buono per lo spettatore e cosa invece non e' buono. E qui nascono altri problemi perche' si deve definire 'buono' (difficilissimo perche' non universale), 'educativo', 'necessario', 'libero', 'giusto' etc. Per non menzioare che saremmo tacciati di totalitarismo se non permettessimo agli autori di mandare in onda quello che mandano in onda perche' ci chiederebbero chi siamo noi per farlo. (Ricordiamo che il Colosseo era palco di morte reale per un pubblico che adorava andare a vedere queste scene) Quindi si arriva alla porta dell' Intrattenimento, che prende tutti questi valori di ogni essere, li miscela e rende difficilissimo discernere e FAR discernere. Spesso mi sono augurato di avere tra le mani gli autori di certi programmi ma non mi e' ancora capitato e credo sara' un evento piuttosto raro nel mio futuro. Faccio pero' una scelta che ha un diretto impatto sulla mia vita: scelgo di non usare il telecomando se non quando per me e' 'giusto', 'bello', 'piacevole'. E siamo daccapo.

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  2. Penso che il vero problema della televisione italiana non sia dato dalla serie infita dei cosiddetti "programmi spazzatura". Questi sono collocati nelle fasce di audience più alte per un motivo semplice: è il mercato che definisce tali collocazioni (ovvero, i programmi più visti sono inevitabilmente i vari reality e via dicendo, quindi la collocazione nelle fasce più accessibili, va da sè, è finalizzata ad un maggiore guadagno pubblicitario dell'emittente).
    Non mi stupisce nemmeno che questi siano i programmi più visti e questo per due motivi:1) la gente si vuole rilassare davanti alla tv (ritengo che per farsi una cultura ci siano tante altre vie che un soggetto assetato di sapere possa intraprendere); 2) si deve pensare che il pubblico televiso è molto variegato nel suo genere e quindi c'è bisogno di programmi nazional-popolari per garantire il massimo degli ascolti.
    Non dimentichiamoci che la tv è un'azienda e come tale ragiona in termini prettamente economici.
    Il vero problema, secondo me, è rappresentato proprio dal fatto che nella televisione italiana è presente una censura molto forte. Pensiamo al fatto che un Lutazzi non sia in TV da anni. Pensiamo anche a quante volte certi soggetti con idee "stravaganti", perché non in linea con il pensiero politico dell'attuale governo, siano stati banditi totalmente dagli schermi televisivi. Questo è inaccettabile per un paese democratico.
    La domanda, quindi, sorge spontanea: l'Italia è davvero un paese democratico? Oppure, sarebbe meglio definirla come una democrazia limitata?
    Sono realmente triste nel vedere che la libertà di pensiero possa essere garantita soltanto tramite internet..
    In ultimo, un parallelismo inevitabile: in USA e anche in UK ci sono tantissimi programmi "spazzatura", forse, anzi quasi certamente, anche in numero superiore a quelli italiani. Quello che rende questi paesi ( e tanti altri..FRancia, Germania ecc..)delle vere democrazie è dato dal semplice fatto che nel periodo di campagna elettorale gli elettori possono crearsi un'opinione ben definita su chi votare grazie a continui dibattiti televisivi. Qui siamo, invece, nel paese dove la politica si conduce con il silenzio e si nutre con l'ignoranza.

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  3. audience, non credo sia tutto qua il problema. il problema è che luttazzi faceva dei programmi scomodi. se vai a vedere i dati auditel di satyticon e decameron, a quell'ora faceva degli ascolti della madonna il caro daniele. la7 alle 23 ha fatto ascolti che non so quando ha ripetuto. in italia 3 canali sono di proprietà di B., la rai eccetto rai3 è chiaramente sotto la sua influenza (vedi gente come minzolini), tra l'altro su rai3 un paio di mesi fa hanno cambiato ruffini (mi pare) che ne era direttore senza validi motivi visti sempre i risultati, e anche la7 adesso ha un pidiellino come timoniere. è vero che l'italiano medio-cre vuole rilassarsi davanti alla tv, ma è altrettanto vero che non è del tutto indifferente a passare una o due ore un attimo più impegnate o almeno meno dementi. poi se si livella sempre verso il basso non ci si possono aspettare grandi miglioramenti. l'italia è una democrazia limitata, più limitata di quanto si pensi. ho chi min diceva più o meno che -solo un popolo colto non sarebbe stato schiavo delle dittature.
    (Freglie, hasta la vista siempre!)

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  4. sei un grandissimo freglie!

    al.ba.

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  5. grazie Barbie, e buon compleanno.
    (Ken)

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