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martedì 14 settembre 2010

Tagli agli sprechi

Leggo di tagli all'università, di proteste e scioperi. Leggo di pugni di ferro, schermaglie dialettiche e prese di posizione ferree. Leggo tutto questo e mi domando. Ma siamo sicuri che certi tagli non servano? Mi spiaccio molto per tutti quelli che hanno perso o perderanno il posto, ma santoddio, non mi si dirà mica che in Italia non ci sono sprechi, vero? Se non avessi finito l'università da poco, probabilmente non prenderei posizione. Ma di cose inutili tra scuola e università ce ne sono tantissime. Professori strapagati per poche ore di lavoro settimanali; proliferare senza logica di corsi universitari e di materie di insegnamento; si sono addirittura allungati i tempi dell'università: dopo la riforma Berlinguer da 4 si è passati a 5 anni; pseudo dipendenti nullafacenti che vivacchiano alle spalle della comunità. Se questi non sono sprechi, non saprei come definirli. Bisogna tagliare da qualche parte. E ben vengano i tagli, alle cose inutili! Nella scuola pubblica c'è stato addirittura un aumento degli insegnanti di religione!! Ma dico io: stiamo scherzando?!? Cerchiamo di capire quali sono le priorità. Se i soldi non ci sono, qualcosa bisognerà pur fare. Mi schiero con i vertici dell'Alma Mater di Bologna, che ha dato l'ultimatum ai suoi ricercatori. O iniziate quando dovreste, o vi sostituiamo. Se tutti si fermassero, sarebbe il collasso. Con buona pace degli addetti ai lavori.
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