Desidero porgere le mie più sincere scuse a tutte le persone che sono state scioccate e offese dal mio spiacevole gesto domenica scorsa a Verona. Le mie scuse vanno a tutti i protagonisti della partita, all'arbitro, che può non aver visto questo fallo perché fuori dalla sua visuale, ma anche ai tifosi dell'Inter e a tutti coloro che amano il calcio. Le mie scuse vanno anche all'allenatore ai miei compagni, che lascio per tre partite di Serie A. Infine, chiedo perdono al mio presidente Massimo Moratti, che ha sempre avuto fiducia in me. Bravo Samuel. Le aspettavo queste scuse. E' stato un gesto sconsiderato e scriteriato, il tuo. Chiedendo scusa non ti toglieranno la squalifica (giustamente), ma hai dimostrato che non è difficile mettere da parte l'orgoglio e fare un qualcosa di doveroso. L'Inter, a mio parere, non dovrebbe fare il (preannunciato) ricorso contro la squalifica. A cosa ci si può appigliare? Anche la peggiore delle provocazioni non giustifica un gesto così. Specie se fatto da un grande campione. Quando l'ho visto, mi sono dispiaciuto perché ti considero un grandissimo, in campo e non. Un privilegiato che sa di essere stato fortunato e che non si è mai montato la testa. Tu non sei solo un calciatore: sei un'icona del calcio africano e devi essere un esempio. Sempre. Siano benvenute le tue scuse, Samuel. E bentornato al vero Re Leone.
al.ba.
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