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mercoledì 10 novembre 2010

Riforma

Sul giornale di oggi c'è un interessante articolo su un'ipotetica riforma della scuola. Modello targato Lega Nord. Due i passaggi chiave. Dagli attuali 13 anni (5 di scuola primaria, 3 di scuola media e altri 5 di scuola secondaria di secondo grado) si dovrebbe passare a 12 anni; effettivo passaggio alla Regione di tutto il potere organizzativo sulla scuola. Mi parrebbe una riforma assolutamente interessante, che permetterebbe ai giovani di inserirsi nel mondo del lavoro con un anno di anticipo (così come avviene nella maggior parte dei Paesi in Europa e non solo) e che garantirebbe l'inizio di un effettivo federalismo regionale. Francamente non ci vedo nulla di male a che gli insegnanti di una scuola di Rimini siano riminesi o che a Palermo siano palermitani. Anzi. L'importante è capire che la nostra scuola ha bisogno di un forte e drastico cambio per stare al passo coi tempi. E' possibile che molti insegnanti (anche giovani!!) non sappiano usare il computer? Non sono contro il greco e il latino (anzi considero il Classico la migliore scuola italiana), però credo che il nostro sia un sistema retrogrado. L'Italia tutta è troppo indietro. Pensare che nel 2010 l'esame per diventare avvocati venga scritto a penna (sic!) fa realmente rabbrividire (ma sul tema non mi dilungherò). Comunque, le riforme scolastiche degli ultimi anni sono state grosso modo queste. Alle medie ora si danno i voti dall'1 al 10 (anziché Sufficiente, Buono e Ottimo o delle lettere da A a E); alcune delle vecchie scuole hanno cambiato nome (mi viene in mente Ragioneria che oggi è il Liceo Economico). Sai che riforme! Questa invece mi pare abbia degli aspetti interessanti. Parrebbe una riforma nel vero senso della parola. Quanto meno ne apprezzo il tentativo.
al.ba.

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